Storia di Giulia

Storia di Giulia: OTTO

Il ragazzo esce un po’ prima del solito dall’Azienda.
Ha rilevato la quota del padre e nessuno si azzarderebbe a dirgli nulla riguardo all’orario ma a lui piace fare più dei colleghi perché, quando sei visto un “capo”, sei continuamente sotto al riflettore, soprattutto se la tua età corrisponde a quella dei figli dei dipendenti storici.
Si è dato la scusa che deve fare una ricca spesa ma sa benissimo quanto la scusa non regga in quanto, in frigo, solitamente ha appena il necessario per cucinarsi un paio di pasti.
Vive da solo da molti anni; suo padre è morto quando lui faceva ancora l’università e la madre è la “classica” genitrice all’Italiana; perennemente preoccupata che il figlio mangi poco o non dorma abbastanza.
Fantastica certo, ma dalla quale scappare appena possibile se si ama possedere i propri spazi.
Ha acquistato un appartamento a pochi passi dall’ufficio e, se non ha clienti da visitare, ama spostarsi a piedi.
La verità sull’uscita prematura di oggi risiede nella voglia di rivedere la ragazza del giorno prima in un modo che sembri casuale, soprattutto a lui.
Questo perchè non ama sentirsi “intrappolato” emotivamente; le storie che ha avuto in passato gli hanno lasciato molta più “fatica da chiusura” che “gioia da percorso”.
Scorge la macchina di lei, parcheggiata in un posto differente dal giorno precedente.
Di colpo l’idea di incontrarla “per caso” è così stupida da farlo sentire un perfetto idiota.
– Ciao – Voce di donna alle sue spalle.
– Ciao – Risponde lui voltandosi a guardarla.
Lei ha un’espressione interrogativa ed un po’ imbarazzata ma, sul fondo degli occhi, brilla quel lampo di piacere che danno solo le belle azioni inaspettate.
Così si ferma a guardarlo, solo qualche secondo, arrossendo per la sua sfrontatezza ma decisa a godersi il piacere di quel contatto.
Poi, con calma, lo sorpassa per dirigersi verso la macchina.
– Ciao – Lo saluta di nuovo.
Lui allora si accorge dell’ironia della sorte.
Il giorno precedente aveva “salvato” una ragazza da un uomo che sembrava la volesse infastidire ed oggi è fermo davanti alla sua macchina ad aspettarla.
Forse non è stata una bell’idea..
Lei, come se lo avesse sentito pensare, appena pochi metri più avanti, sbiascica un flebile “Grazie”.
Oppure è solo un fischio nel vento?
Il ragazzo non ne è sicuro ma le è profondamente grato.
Sono poche le persone che, quando ti sentono traballare, ti regalano un supporto, fosse anche un pezzo del loro, solo per non vederti reclinare il capo.
Quelli sono i forti, quelli veri.
Le sorride quindi, ma in modo moderato; non vuole apparire come un matto che la vuole molestare.
A dir la verità non sa neanche lui come vuole apparire ma di colpo sa che vuole una parte nella storia, sempre che ci sia una storia in cui assegnarsi una parte..
Si accende una sigaretta mentre la guarda allontanarsi.
Di nuovo.

Lui è appostato a poche centinaia di metri e ha visto tutta la scena.
Stava per andarle incontro poi ha scorto il ragazzo del giorno prima vicino all’automobile di lei.
E’scosso da una rabbia soffocante.
Suda e trema, mentre digrigna i denti.
Non ha più il controllo.
NON HA PIU’ IL CONTROLLO.

– CONTINUA-

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