un viso di un dipinto, pieno di rughe per il tempo passato

Tutti i miei sbagli

Dicono che gli sbagli servano a crescere.
Meno male, allora sto per diventare davvero grande.
Di sbagli ne ho commessi così tanti che quando mi guardo in faccia allo specchio, mi sembra di scorgerli, uno per uno dentro alle rughe del mio volto.
Quel viso è quello che da piccola assecondava ogni mediocrità da parte di chi era più forte, salvo poi una mattina svegliarsi e non avere più il posto neanche per uno spillo di tolleranza verso ciò che reputava prepotenza.
E’ il viso di chi ha sbagliato Università e, dopo dodici esami, si è accorta che diventare avvocato non era il destino che l’avrebbe resa felice, scrociando un sacco di soldi che i suoi genitori non avevano sicuramente vinto alla lotteria.
Il viso di chi ha dato poco spazio a persone molto più in gamba di lei, privilegiando quelle che la mettevano in posizione di forza per non sentirsi ancora una volta nel girotondo dei “perdenti”.
Ma l’uomo che sta sul palco non sempre è il migliore che esista, l’altezza è qualcosa che ti deve appartenere, non la puoi cercare nelle altre persone ne ostentare continuamente. L’altezza, chi la possiede, non sempre ha necessità di esibirla.
Il mio volto è anche quello di chi ha amato persone sbagliate o, ancor peggio, di chi è stata la persona sbagliata da amare.
Ma l’amore è un pugno al cuore e devi rischiare di farti male per poterlo sentire, altrimenti non è amore e soprattutto non è una scheggia di vita vera; sanguinare, come godere, fa parte del gioco.
Ho il volto di un matrimonio fallito perchè ad un certo punto, dopo anni di lotta contro situazioni piuttosto complesse da gestire, mi sono svegliata e non sentivo più ciò che una donna deve provare nei confronti del proprio compagno.
Ma lo stesso matrimonio mi ha dato la forza della sincerità “fino in fondo” e di conseguenza l’amicizia più vera e pura che una persona possa possedere.
Mi ha dato anni di vicinanza ad un uomo meraviglioso -che per inciso sposerei mille volte ancora- e due bimbe fantastiche, senza le quali non solo non sarei la stessa, io non avrei proprio motivo di esistere.
Forse semplicemente, come mi hanno detto, non sono un tipo da matrimonio.
Ma poi davvero esistono le “tipe da matrimonio”?
Amare è una cosa , fare innamorare un’altra, il matrimonio ne è una terza e la vita mescola tanti più ingredienti di quelli che puoi prevedere nel momento di una scelta in buona fede.
A proposito dei giudizi subiti, ho sbagliato a giudicare secondo il mio personale metro di misura: certi pareri fanno male oltre che poter essere sbagliati ed inopportuni.
Il giudizio mi ha reso schiava di me stessa per anni ed immensamente triste per tutto ciò che vedevo come un fallimento.
La mia ruga più grande, quella a metà della fronte, quella che appare ogni qualvolta mi chieda perchè io no ed altri sì, dipende dal severo giudizio su di me, non da altro o da altri.
Nel frattempo, continuo a sbagliare.
Faccio errori come madre, così presa a volte nelle questioni del domani da non godere dell’oggi, da non cogliere gli impulsi entusiastici di due bimbe che vorrebbero solo giocare un po’ di più e che non sono dei robot addestrati al mio ritmo serrato.
Per quanto le possa preparare, soffriranno in vita commettendo a loro volta degli errori; questo lo devo accettare, sebbene sia doloroso.
Sbaglio nel destinare il tempo secondo priorità che probabilmente non sono quelle che Dio darebbe alla sua vita.
Ma io non sono Dio, grazie al cielo, ed il mio volto che invecchia me lo racconta ogni giorno.
Sbaglio a fumare, a fare tardi, a non prendere posizioni forti sui limiti che potrebbero contaminare la mia stessa salute.
Sbaglio a bloccare il cuore per la paura di amare nel modo in cui io adesso ho riconosciuto l’amore .
Sbaglio a non voler sentire il dolore che mi può causare, sbaglio a rimanere immobile per paura di causare un’altra volta dolore.
Sbaglio a sostituirmi a chi reputo più debole di me.
Sbaglio soprattutto ad avere la presunzione che esista qualcuno più debole di me.
Quando guardo il mio volto, dicevo, vedo tutti i miei sbagli.
Ma in fondo agli occhi scorgo ancora una fiamma beffarda che mi invita a proseguire.
C’è una frase che dice più o meno così:
“Lo stolto non impara mai, il furbo impara dai propri errori, il saggio dagli errori degli altri”.
Be’, non so tu, ma io non sono il saggio.

2 commenti
  1. barbara
    barbara says:

    Credo che tu abbia raccontato le rughe di tanti…. la ricchezza più grande è imparare dai propri errori. … per non rifarli piu? Mah…. penso che l’errore in sé abbia un “gusto” , un “sapore” che vada scoperto. Non rifarlo più mi sembra illusorio…. la fortuna sarebbe che nel rifarlo tu possa avere la consapevolezza di assaporarlo. Buon viaggio cara scrittrice!!!

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    • Claudia
      Claudia says:

      Penso che se tornassi indietro rifarei quasi tutti i miei errori..A volte le cose belle nascono proprio dalle cadute.Grazie!!!!❤️❤️❤️

      Rispondi

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